Il Progetto

dummy-icudIl progetto ICUD intende  sensibilizzare l’opinione pubblica ed esplorare modalità innovative e creative per combattere la discriminazione online, ponendo particolare  attenzione alle forme più velate di discriminazione. Esso risponde ad un bisogno urgente, poichè fino ad oggi le ricerche e i progetti a livello europeo su tale fenomeno sono scarsi .

Il progetto – implementato da sei partner (cinque organizzazioni della società civile e una Università) di cinque paese paesi europei: Belgio, Italia, Romania, Regno Unito e Spagna –  mira a fornire una guida pratica su come smascherare le pratiche discriminatorie: proporre una strada che indichi come diventare utenti creativi di internet, che non “consumino contenuti discriminatori” in modo passivo ma  siano in grado di produrre attivamente materiali, contrastando quegli stessi comportamenti.

Il razzismo e la discriminazione non sono fenomeni nuovi e, sebbene siano pubblicamente condannati, sono spesso privatamente tollerati nei contesti online. La discriminazione online ha subìto negli ultimi anni una trasformazione, manifestandosi in forme sempre più latenti  nei più popolari siti di social networs (da ora in poi SNS). I govani,  principali utenti di questi siti, sono particolarmente colpiti ed esposti a messaggi razzisti e discriminatori che circolano sui SNS sottoforma di immagini, video e commenti. Gli utenti dei social network possono essere  facilmente tratti in inganno, dal momento che queste forme di discriminazione sono spesso “mascherate”, ossia assumono la parvenza di  ”discorsi politicamente corretti”, come ad esempio “Io non sono un razzista, ma….”.

Tenendo conto del fatto che questi siti costituiscono una potente forma di apprendimento non formale e riconoscendo i giovani come soggetti particolarmente esposti ai contenuti razzisti on-line, il progetto mira a fornire una guida per i gruppi più vulnerabili che hanno maggiori probabilità di subire discriminazioni (giovani migranti, appartenenti a minoranze etniche e culturali, a rischio di esclusione sociale, i loro genitori e gli educatori) e per tutti i soggetti della società civile disposti ad agire contro questi comportamenti, come ad esempio le ONG, i fornitori di contenuti media, i rappresentanti di comunità, le autorità locali e nazionali.

Il progetto si svolgerà nell’arco di 24 mesi (Dicembre 2012-Novembre 2014) in 3 fasi complessive che rappresentano step logici per produrre, testare e in seguito condividere un pacchetto antidiscriminazione, che sarà uno strumento intergrato ed interattivo (tradotto in sei lingue:  EN,SP,CA,FR,IT,RO) e che includerà le riflessioni degli stessi giovani e di chi lavora con e per loro.

Nella fase 1 – RICERCA – basata  su un quadro teorico preliminare, sulla raccolta di casi- studio in ogni paese partner e sull’organizzazione di gruppi interdiscilinari di ricerca (insegnanti, operatori sociali, formatori, rappresentanti di comunità). Questi ultimi discuteranno ed eleboreranno possibili strategie per combattere e agire contro i contenuti discriminatori nei SNS. Questa ricerca fornirà fonti per l’analisi e sarà resa disponibile sul sito web del progetto.

La fase 2 – AZIONE PILOTA – serve per testare la guida metodologica previamente delineata , ma include anche attività creative e di arricchimento per giovani di età compresa tra i 15 e i 30 anni, inclusi giovani a rischio di esclusione sociale e  membri di comunità emarginate e maggiormente esposte alla discriminazione, sia online che dal vivo. I partecipanti ai gruppi pilota riceveranno una formazione seguita da sessioni digitali, durante le quali potranno esprimere i loro pensieri e le loro reazioni. In questo modo il progetto darà voce a chi è maggiormente toccato dall’argomento e intergrerà le sue idee negli strumenti pratici creati per le azioni.

La fase 3 – COMUNICAZIONE E DISSEMINAZIONE – prevede eventi di disseminazione a livello locale e  una conferenza europea a Barcellona (13-14 marzo 2014) finalizzati a promuovere il progetto e i suoi prodotti, inseriti in un pacchetto antidiscriminazione, che fornirà un modello innovativo su come le persone più vulnerabili possono svelare la discrimazione su internet e possono  iniziare ad agire per  combattere il razzismo nei SNS.